Quando la meritocrazia viene calpestata
COMUNICATO DELLA SOCIETÀ
La Cestistica Argenta ha preso atto della decisione del Comitato Regionale Emilia-Romagna relativa all’ammissione al Campionato Under 17 Eccellenza 2026/2027.
Argenta non è stata ammessa.
Non contestiamo il diritto della Federazione di stabilire le modalità di accesso ai propri campionati. Contestiamo il sistema attraverso il quale questo diritto viene esercitato.
E lo facciamo per rispetto dei nostri ragazzi, delle loro famiglie e di tutte le persone che ogni giorno lavorano nel nostro settore giovanile.
IL NOSTRO GRUPPO HA PARLATO SUL CAMPO
Abbiamo richiesto, per questo, una Wild Card. Una richiesta basata su dati concreti.
Il gruppo che avrebbe affrontato il Campionato Under 17 Eccellenza, composto in parte dai ragazzi del 2011, aveva appena concluso una stagione da protagonista:
- 5° posto regionale nel Campionato Under 15 Eccellenza;
- Qualificazione ai Concentramenti Interzona, tra le migliori 32 squadre d’Italia, dopo aver superato pre-spareggio e spareggio.
Non abbiamo chiesto un regalo. Abbiamo chiesto che venisse riconosciuto un percorso.
POI ABBIAMO SCOPERTO COME VIENE MISURATO IL “MERITO”
Il Manuale federale stabilisce un sistema di ranking basato su numerosi parametri: formatori, minibasket, settore femminile, foresteria, fisioterapista, produttività, partnership, tesserati, convocazioni, continuità, risultati giovanili e progetti scuola.
Ma guardando il peso attribuito ai singoli parametri, emergono elementi che riteniamo difficilmente conciliabili con il concetto di meritocrazia.
Per l’Under 17 Eccellenza:
- una foresteria vale 5 punti;
- un fisioterapista vale 5 punti;
- il 5° posto dell’Under 15 Eccellenza 2025/2026 dell’annata 2011 vale appena 2 punti.
La domanda è semplice:
È davvero questo il modo in cui dovrebbe essere misurato il merito sportivo?
Una foresteria vale più di un piazzamento tra le migliori squadre regionali? Un fisioterapista vale più del risultato ottenuto sul campo?
E soprattutto: quanto deve valere una qualificazione ai Concentramenti Interzona, tra le migliori 32 squadre d’Italia, se nel ranking Under 17 non viene adeguatamente valorizzata?
Noi riteniamo che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato.
UN RANKING CHE HA GIÀ DOVUTO ESSERE RICALCOLATO
Il problema non è soltanto teorico.
Il Comunicato Ufficiale n. 5 del 31 luglio 2026, rettificando il precedente Comunicato n. 2, dichiara che il Comitato Regionale ha proceduto a un riesame della documentazione, a verifiche sui dati utilizzati per l’attribuzione dei punteggi e al conseguente ricalcolo della graduatoria.
Ci chiediamo quindi:
quanti dei dati sui quali è stato costruito il ranking sono stati realmente verificati?
Il Manuale prevede infatti che diversi parametri vengano attestati attraverso dichiarazioni delle società, tra cui foresteria e fisioterapista.
Abbiamo chiesto di conoscere i punteggi attribuiti alle società e, dall’analisi della documentazione, sono emerse incongruenze che a nostro avviso non possono essere ignorate.
Se una società ottiene punti dichiarando di possedere un determinato requisito, quel requisito deve essere reale.
Non basta scriverlo su un modulo.
LE REGOLE DEVONO VALERE ALLO STESSO MODO PER TUTTI
Ed è qui che nasce la nostra indignazione.
Nell’Under 15, il Comitato Regionale ha deciso di modificare la composizione del campionato, passando da 16 a 19 squadre, ammettendo tutte le società richiedenti.
Nell’Under 17, invece, l’organico è stato mantenuto rigidamente a 16 squadre, sotto imposizione di Roma.
Se esiste la possibilità di rimodulare un campionato quando ci sono società in possesso dei requisiti, perché questa possibilità viene utilizzata in una categoria e non nell’altra?
Vorremmo conoscere il criterio.
Perché quando si parla di giovani, formazione e sviluppo del movimento, le scelte devono essere coerenti, trasparenti e comprensibili.
NON È UNA QUESTIONE DI WILD CARD
Sarebbe troppo semplice ridurre tutto alla rabbia di una società che non è stata ammessa.
Non è questo il punto.
Il punto è che una società che investe nel proprio settore giovanile deve poter credere che il proprio lavoro venga valutato sulla base di criteri trasparenti, verificabili e realmente meritocratici.
Noi non possiamo spiegare ai nostri ragazzi che una stagione conclusa con un 5° posto in Under 15 Eccellenza e una qualificazione ai Concentramenti Interzona valgono soltanto una piccola parte di un algoritmo nel quale una foresteria o dieci partnership (reali?) possono pesare più di un risultato sportivo.
Perché dietro quei numeri ci sono ragazzi, allenatori, famiglie, investimenti e anni di lavoro. Un lavoro che ha portato la nostra società a diventare una realtà con una propria filiera, costruita e alimentata internamente, capace negli anni di accompagnare tanti dei suoi ragazzi fino alla prima squadra. È proprio questo percorso, fatto di formazione e continuità, che ci ha permesso di costruire la nostra identità e di dare valore al settore giovanile. E questo tassello che viene a mancare rappresenta un elemento formativo importante, del quale veniamo, a nostro avviso, ingiustamente privati.
PER QUESTO NON RESTEREMO IN SILENZIO
Non chiediamo che qualcuno ci regali l’Under 17 Eccellenza.
Chiediamo regole chiare, controlli seri e trasparenza.
Perché non accetteremo che la parola “meritocrazia” venga utilizzata per descrivere un sistema nel quale il merito sportivo sembra essere soltanto uno degli ultimi elementi da considerare.
Il basket giovanile ha bisogno di regole chiare.
Ha bisogno di controlli seri.
Ha bisogno di trasparenza.
E soprattutto ha bisogno che ai ragazzi venga insegnato che, alla fine, il lavoro e i risultati contano davvero.












